6 cose che non sapevate sull’orgasmo

Il sesso non ha alcun mistero per voi? Vi sentite dei veri esperti in materia? Mettetevi alla prova con queste curiosità.

di Francesco Giuseppe Ciniglio 25 aprile 2013 0:10

Uomini e donne si vantano di conoscere vita, morte e miracoli di orgasmo, sesso e affini. Purtroppo nella maggior parte dei casi la realtà finisce con lo smentirli miseramente.

In virtù di ciò, vediamo le 6 cose che non sapevate sull’orgasmo:

1) Più intenso se si “tocca” il punto G maschile

Nessun errore, anche l’uomo ne è dotato. Non a caso dalle parti della prostata passano una moltitudine di fasci nervosi. Esercitando una pressione su quest’ultimi, è possibile donare al maschio un orgasmo maggiormente intenso.

2) Quanti cucchiaini?

Il liquido seminale espulso durante un’eiaculazione va mediamente dai 2,5 ai 5,5 centimetri cubici per singolo orgasmo. Per meglio intenderci, una misura che corrisponde a 2 cucchiaini.

3) Sprint fra le lenzuola

Durante l’eiaculazione lo sperma raggiunge una velocità supersonica in grado di “bruciare” alla partenza uomini come Usain Bolt. Peccato che il moto del liquido seminale maschile si arresti entro breve.

4) Eiaculazioni dall’oltretomba

Alle volte persino i morti possono eiaculare, per via di un’attività cardiaca non ancora scomparsa del tutto. E’ il caso delle morti cerebrali in cui l’ormai cadavere viene tenuto in vita da un respiratore. Il procedimento che porterebbe all’eiaculazione è legato all’ossigenazione del nervo sacro. Ad oggi nessuno ha mai condotto questo tipo di esperimento, tuttavia, è lecito pensare che un’azione di questo genere potrebbe causare l’orgasmo.

5) Urla, orgasmo ed eiaculazioni

Statistiche alla mano, gli uomini tendono ad eiaculare quando lei emette urla e gemiti. La controprova che anche gli uomini vivono il sesso in maniera molto “emotiva”.

6) Autoerotismo precoce

Stando ad un articolo (si spera provocatorio) pubblicato dal “Journal of ultrasound in medicine” dal titolo “Masturbazione nell’utero”, anche un feto potrebbe regalarsi una seduta di autoerotismo. A sdoganare tale tesi, uno studio corredato da ultrasuoni ed immagini che vanno a mostrare come quest’ultimo sia in grado di afferrare il pene, simulando un movimento del tutto simile alla masturbazione.

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