Le 10 cose da non dire ad un colloquio di lavoro

Cose da non dire durante un colloquio di lavoro. The Guardian docet.

di Monia Ruggieri 14 maggio 2012 16:57

Ci siamo. E’ arrivato il gran giorno. Finalmente siete riusciti ad ottenere un colloquio per quel lavoro che tanto desideravate. Vi siete svegliati di buonumore, fischiettando o magari cantando, arrivate in ufficio, vi presentate e, dopo qualche scambio di parole, arriva un netto “le faremo sapere” dal tono troppo brusco. Qualcosa probabilmente è andato storto. Magari qualcosa che avete detto. Ecco perché dall’Inghilterra è arrivato il decalogo delle cose assolutamente da non dire durante un colloquio di lavoro. Infatti, tre uomini, Richard Nott, direttore del portale CWJobs.co.uk, Corinne Mills, managing director di Personal Career Management, e Nik Pratap di Hays Senior Financ, “chiamati” dal quotidiano britannico “The Guardian” hanno redatto il decalogo di quello che assolutamente non bisogna dire di fronte ad un possibile datore di lavoro.

1 -2 -3) Dire frasi come “Scusate il ritardo” (mai ritardare), oppure “Quante sono le giornate di ferie?”; o ancora “Prendo solo questa chiamata!” Certamente non faciliteranno la vostra assunzione, anzi.

4) Quando vi viene chiesto dove vi immaginate di essere tra 5 o 10 anni non rispondete “a lavorare presso di voi”. Infatti secondo Nott si dovrebbe “cercare di costruire una risposta sull’esperienza che vorrebbero aver acquisito e il livello di responsabilità che gli piacerebbe avere, piuttosto che percepire l’intervistatore come minaccioso”.

5) “Il mio precedente datore di lavoro mi ha distrutto”. Parlare male di un’esperienza lavorativa precedente non è professionale e inoltre, dato che probabilmente il vostro possibile nuovo datore di lavoro chiamerà il vostro vecchio ufficio per le referenze, è opportuno non farsi terra bruciata attorno.

6) “Fate racchette da tennis? Pensavo mazze da cricket.” Informatevi bene sull’azienda prima di presentarvi al colloquio, altrimenti rischierete di fare una brutta impressione.

7) “Maledizione!” Non usate imprecazioni, cercate di mantenere alto lo standard di conversazione, tenendo costantemente alto il livello di professionalità.

8) “Ero molto bravo coi firewall dei checkpoint”. Parlate chiaramente di quello che facevate prima, non è detto che la persona che avete seduta di fronte capisca il vostro “gergo”.

9) “Devo proprio indossare quella divisa?” Limitate a zero le vostre osservazioni e le vostre critiche, soprattutto sulla divisa.

10) Quando vi viene chiesto “qual è la cosa migliore che vi aspettate da questo lavoro?”, mai dire lo stipendio, i premi, le vacanze o la pausa pranzo.

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Tags: lavoro
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