Sigaretta elettronica, fa male? Allarmi e psicosi

E-cig in grado di minare la salute degli svapatori? Qual è la verità? Scopriamola insieme.

di Francesco Giuseppe Ciniglio 29 aprile 2013 17:26

La sigaretta elettronica fa male? Una questione ancora irrisolta, tuttavia, stavolta i detrattori dell’e-cig hanno di che sorridere. Da qualche giorno infatti sono stati resi noti i risultati di una perizia tecnica condotta da alcuni esperti dell’Università di Torino, che si sono occupati di analizzare alcuni campioni dei suddetti dispositivi elettronici provenienti dalla Cina. Quest’ultimi erano stati sequestrati qualche settimana fa dai Nas del capoluogo piemontese.

Sigaretta elettronica – I risultati delle analisi

Dai test disposti dal Pubblico Ministero Raffaele Guariniello, è emerso che all’interno delle e-cig sottoposte a sequestro vi sarebbe una presenza di nicotina e benzene sopra i limiti, equiparabili ad una sigaretta comune. Osservando i dati nel dettaglio, le analisi hanno rivelato che in genere il livello di nicotina presente nelle e-cig, è inferiore al quantitativo dichiarato sulle confezioni, tuttavia, nei dispositivi elettronici recanti la dicitura “nicotina zero” è stata rilevata la presenza della detta sostanza. Come se non bastasse, i periti hanno altresì rilevato la presenza di benzene oltre i limiti consentiti nei liquidi di ricarica.

Sigaretta elettronica – Il quadro

Nessuna tregua per l’e-cig dunque, un nuovo allarme si scatena ora che sembra prender quota l’idea di tassare le ricariche delle sigarette elettroniche per recuperare parte delle accise perse dallo Stato italiano a causa del drastico calo delle vendite di sigarette tradizionali.

Una questione spinosa su cui ha pensato bene di intervenire Massimiliano Mancini, presidente dell’Associazione nazionale fumo elettronico (Anafe), auspicando una tassazione bilanciata ed equa, in modo da far sì che questo tipo di prodotti continuino ad essere economicamente vantaggiosi per chi desidera smettere di fumare. Del resto stiamo parlando di quasi 1 milione di “svapatori” solo in Italia.

Per tale ragione, l’augurio è che lo Stato italiano non desideri spezzare le ali a questa valida alternativa alla sigaretta tradizionale, che dati alla mano, sembrerebbe riscuotere ottimi risultati nella lotta contro il vizio del fumo.

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