Tradimento: confessare o negare? Ecco la risposta

Tradire il partner e rivelarglielo o fare finta di niente? Scopriamo insieme come sarebbe meglio agire.

di Francesco Giuseppe Ciniglio 1 giugno 2013 21:04

Il tradimento va sempre confessato o in alcuni casi, è meglio negare? Un quesito di difficile risoluzione. Proviamo ad analizzare pro e contro derivante dal confessare o negare un tradimento.

Tradimento –  6 motivi per confessare

1) Per continuare un rapporto impostato sulla sincerità;

2) Per liberarsi dal senso di colpa derivante dal tradimento e ottenere il perdono del partner;

3) Perché il partner ha tradito a propria volta ed ora è giusto confessargli la verità;

4) Perché se il partner lo venisse a sapere, il rapporto sarebbe compromesso una volta per tutte;

5) Perché vi siete promessi che qualora fosse accaduto lo avreste detto senza troppi problemi.

6) Perché potrebbe rappresentare un’occasione di crescita, un modo per far comprendere al partner le proprie debolezze ed esigenze. Un tradimento, infatti, nella maggior parte dei casi è sintomo di un malessere profondo. Il traditore, “facendo le corna”, potrebbe inviare una sorta di segnale al partner, troppo distratto dal lavoro o dagli amici.

Tradimento – 6 motivi per negare

1) La persona tradita non l’accetterebbe mai;

2) Perché sarebbe superfluo, visto che il tradimento è durato il tempo di una notte;

3) Perché poi il partner potrebbe pensare che questo evento potrebbe diventare una costante (potrebbe non avere tutti i torti, dubitare in questi casi è lecito);

4) Perché il partner è troppo geloso e poco disponibile a tollerare un comportamento del genere.

5) Perché il tradito potrebbe avere una reazione violenta.

6) Perché se il rapporto è destinato a concludersi, ciò avverrà comunque, se, invece, le basi sono più che solide, un’avventura passeggerà non comprometterà un bel nulla.

Tradimento – Confessare o negare? La parola ai lettori

Nonostante la validità dei punti su esposti, offrire una risposta univoca in tema di tradimento sarebbe fortemente limitante e fuorviante. Per tale ragione, ognuno, magari facendo tesoro dei suddetti punti, potrà capire autonomamente se vale o meno la pena di confessare le cosiddette “corna”.

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