Roma: il ballottaggio e “l’Agricoltura in Comune”

Portare a zero il consumo del suolo, favorire l’agricoltura di prossimità, investire sull’economia circolare e tutelare il territorio e la biodiversità

di Redazione 14 Ottobre 2021 15:30

La Capitale conta circa 48mila aziende agroalimentari, che generano oltre 10 miliardi di consumi grazie a 300mila lavoratori e una struttura di oltre 140 mercati rionali, peraltro frutto del fatto che – con i suoi 50mila ettari coltivati – la Roma agricola rappresenta il 40% della superficie totale, cosa che la rende il più grande Comune agricolo d’Italia.

Pertanto, oltre all’apertura di nuovi “Farmer’s market” e di punti di consegna dei prodotti locali come ulteriore promozione, il programma del candidato a Sindaco Roberto Gualtieri prevede anche una nuova attenzione alle persone che ci lavorano – con l’apertura in circa 7 mesi di “agro-asili” grazie ai fondi del PNRR, anche come luoghi di conoscenza della coltivazione della terra e dell’allevamento degli animali – nonché l’istituzione di un “Premio Roma” per il cibo di strada di qualità e di un Premio per i migliori vini della Capitale. Soprattutto, il programma ragiona sull’importanza di investire sui giovani agricoltori e la loro possibilità di mantenere i terreni, laddove “l’agricoltura non è solo produzione di cibo ma anche cura dell’ambiente e del territorio”. Niente di più corretto, se pensiamo al consumo del suolo, al presidio ambientale, alla difesa dall’incuria e alla sostenibilità – a patto di combattere, come ricordato dallo stesso Gualtieri, lentezze e inefficienze della burocrazia e riuscire a “passare dal primato delle procedure al primato dell’obiettivo”.

Riuscire a capire le proposte del candidato del centrodestra Enrico Michetti è stato un po’ più difficile, ma qualcosa abbiamo trovato. Nel capitolo “Ambiente” – la produzione a km 0, sostenuta col rilancio delle tenute di Castel di Guido e Del Cavaliere e con la regolamentazione degli orti urbani. Nel capitolo “Urbanistica”, l’Agro romano e la salvaguardia del territorio “utilizzando gli spazi già antropizzati”. Infine, nel capitolo “Cibo e accoglienza”, la protezione delle aree agricole da “trasformazioni dissennate come i parchi fotovoltaici”, nuove attività a favore dell’uso agricolo e diffusione di “Farmer’s market”.  Non dunque un programma dedicato bensì misure collegate ad altri grandi temi, a suggerire un diverso modo di affrontare questa complessa e vitale realtà.

Per completezza, dobbiamo ricordare che l’esperienza da europarlamentare di Roberto Gualtieri dovrebbe poter portare anche una diversa conoscenza delle opportunità e delle risorse comunitarie messe al servizio delle agricolture locali come vitale presidio dei territori, del tessuto sociale ed economico, dell’ambiente e della sostenibilità a lungo termine, dal suolo e l’acqua alla qualità della nutrizione e la salute. Anche perché, in un mondo nel quale per troppi il cibo è ancora un problema, il ritorno di tanti giovani italiani e romani alla terra è un piccolo miracolo da proteggere con tutte le forze di un buon “Primo cittadino” – e, se a renderlo possibile sono dei finanziamenti europei che si sa come usare, ancora meglio.

Portare a zero il consumo del suolo, favorire l’agricoltura di prossimità, investire sull’economia circolare e tutelare il territorio e la biodiversità: questo il percorso e questa la visione. Non ci rimane che augurare alla Città Eterna che, chiunque vinca il ballottaggio del 17 e 18 ottobre, questa visione possa diventare presto una realtà.

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