Manicure, piercing e tatuaggi: pericolo epatite C

Estetisti, tatuatori e operatori di piercing possono rappresentare un grosso rischio per la salute.

di Francesco Giuseppe Ciniglio 12 novembre 2012 16:30

Il prezzo da pagare per aver delle belle mani o dei piedi curati, farsi un piercing o un tatuaggio potrebbe essere eccessivamente alto. Non stiamo parlando di soldi, ma di salute, visto che il rischio di contrarre l’epatite C è elevatissimo nel caso in cui estetisti, tatuatori e operatori di piercing non rispettino le più comuni norme igieniche.

Epatite CI principali fattori di rischio

Stando a quanto sostenuto dalla World Hepatitis Alliance, la condivisione di siringhe o aghi sarebbe il maggior fattore di rischio di contrarre l’epatite C. Ancora, body piercing e tatuaggi fatti con strumenti non opportunamente sterilizzati e in ambienti carenti dal punto di vista igienico.

Uscendo fuori dal contesto di manicure, piercing e tatuaggi, l’epatite C può essere contratta a seguito di trasfusione di sangue non sottoposto a screening, condivisione di spazzolini dentali, punture e tagli con aghi infetti e rapporti sessuali non protetti con più partner.

Epatite CManifestarsi della patologia

Questo virus nella sua fase acuta si manifesta quasi sempre in maniera asintomatica. Non a caso, questa patologia viene denominata “silent killer”. Una volta contratta l’infezione, il soggetto interessato da epatite C può essere interessato da inappetenza, stanchezza, ittero, urine scure, vomito, nausea, inappetenza, depressione e ansia.

In genere questi sintomi tendono a scomparire e per molti anni la malattia non presenta “alcun conto”. La cronicizzazione dell’epatite, che coinvolge 7 pazienti su 10, va a manifestarsi attraverso con l’insorgere della fibrosi e di transaminasi elevate.

Epatite CCronicizzazione

L’epatite C è una delle cause principali di tumori al fegato. La sua cronicizzazione, può provocare emorragie, calo di piastrine e globuli bianchi, accumulo di liquido nell’addome, riduzione delle funzioni urinarie, etc. Nei casi più gravi, possono riscontrarsi anche gravi danni al cervello, con il rallentamento delle funzioni cerebrali e nei casi peggiori, il raggiungimento del coma cerebrale.

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