Allergie alimentari: boom causato dai pesticidi nell’acqua

Troppi pestcidi nell'acqua secondo una ricerca condotta dall'American College of Allergy, Ashtma and Immunology.

di Francesco Giuseppe Ciniglio 4 dicembre 2012 23:51

Allergie alimentari in aumento per via dei pesticidi contenuti nell’acqua del rubinetto, almeno secondo l’Acaai (American College of Allergy, Ashtma and Immunology) che ha pensato bene di eseguire una ricerca a riguardo.

Gli studiosi dell’Acaai hanno concentrato la loro attenzione sul diclorogenolo, agente chimico generalmente adoperato dagli agricoltori e che, dopo essere stato distribuito nei campi, finisce nelle falde acquifere per poi contaminare l’acqua che passa dai rubinetti.

Allergie alimentari e pesticidi nell’acqua – Lo studio

I ricercatori Usa hanno analizzato un campione di 2.200 persone, immesse nel National Health and Nutrition Examination Survey (anno 2005-2006). Tutti i soggetti interessati sono stati sottoposti ad un duplice controllo: test di intolleranze alimentari ed allergie e analisi dei quantitativi di diclorofenolo nel corpo.

“Scremando i risultati”, i ricercatori hanno notato che la presenza di elevati livelli di diclorofenolo era connesso ad un aumento di allergie agli alimenti e ad altre sostanze presenti nell’ambiente. Secondo la ricercatrice, lo studio va a dimostrare che elevati livelli della detta sostanza nei pesticidi possono finire con il rendere più deboli le tolleranze alimentari di alcuni individui, causando allergie. Oltre che nei pesticidi adoperati dagli agricoltori, la detta sostanza è rintracciabile anche negli insetticidi domestici.

Conclusioni

Salute dei cittadini sempre più a rischio dunque. Come è possibile difendersi da questa problematica? In primis bisogna considerare che l’inquinamento delle falde acquifere è diverso da nazione a nazione e per ciò che concerne l’Italia, da regione a regione e a volte da provincia e provincia, pertanto, in alcune zone d’Italia l’acqua potrebbe essere molto più salubre rispetto ad alti centri.

Chi, come si suol dire “desidera tagliare la testa al toro” farebbe bene a rinunciare all’acqua di rubinetto, ricorrendo alle fonti pubbliche quando è possibile o, nei casi peggiori, metter mano al portafogli per acquistare quella in bottiglia, costosa ma esente da rischi.

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