Diete iperproteiche: rischio ictus e infarto

I regimi alimentari improntati su un massiccio uso di proteine possono compromettere la salute dell'organismo secondo una ricerca dell'Università di Atene.

di Francesco Giuseppe Ciniglio 20 settembre 2012 15:15

Le diete iperproteiche andrebbero ad aumentare il rischio di contrarre un infarto e/o ictus. E’ questo ciò che emerge da uno studio eseguito dai ricercatori dell’Università di Atene, coadiuvati dal Max Delbruck Centre for Molecular Medicine di Berlin e il German Institute of Human Nutrition.

Lo studio è stato pubblicato dal British Medical Journal, nota rivista internazionale del campo medico. Dunque una dieta che prevede un ingente uso di proteine aumenterebbe il rischio di contrarre infarti e ictus, specialmente nelle donne. Sembrerebbe, infatti, che un regime alimentare iperproteico, possa incidere in maniera significativa sulla comparsa di patologie cardiovascolari ( circa del 5% se si esegue questa dieta per un breve lasso di tempo e oltre il 60% se la si protrae sul lungo periodo).

A rafforzare questa tesi, uno studio svolto su un campione di oltre 40.000 donne svedesi, con un’età compresa tra i trenta e i quarantanove anni, analizzate per circa 15 anni. A conclusione dello studio, è emerso che la varietà dei cibi è ciò che consente di rimanere in perfetta forma.

L’equilibrio alimentare è dunque una necessità, almeno stando a ciò che sostiene Victoria Taylor della British Heart Foundation. La combinazione ideale sarebbe una dieta ricca di frutta, verdura, carboidrati e proteine (meglio se di origine vegetale) e pochi grassi.

Non a caso anche gli studiosi italiani da diverso tempo si stanno scagliando contro le diete iperproteiche (Dieta Atkins e Dukan su tutte), che pur rivelandosi ottime da un punto di vista della perdita peso, alla lunga possono provocare gravi danni per la salute dell’organismo, specialmente se eseguite sul lungo periodo.

Le diete iperproteiche andrebbero infatti eseguite solo in casi particolari e sotto controllo medico, per un periodo massimo di tre settimane. L’abuso delle suddette, infatti, oltre ad arrecare problemi cardiocircolatori, può anche minare la salute dei reni e portare a patologice epatiche. Insomma, ancora una volta è la dieta mediterranea ad avere la meglio.

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