Fumare fa male non solo ai polmoni, ma anche alla mente

Che fumare facesse male, ne eravamo tutti a conoscenza. Ma sapevate che il fumo è legato anche alle malattie mentali?

di Monia Ruggieri 22 marzo 2013 14:51

Che fumare faccia male è risaputo. Non soltanto aumenta il rischio di tumori ai polmoni, il fumo, infatti, è nocivo per molte altre parti del nostro corpo. Qualche esempio? Per ogni settimana di fumo si perde un giorno di vita e non è tutto: ben un fumatore su quattro muore per patologie collegate al tabacco. Aumenta  del 20% i rischi di sviluppare la psoriasi, inoltre è la causa delle borse sotto gli occhi in quanto l’eccesso di nicotina rende più agitato il sonno notturno. E vogliamo parlare dei denti ingialliti, o della pelle che invecchia più facilmente? A quanto pare non esiste organo del corpo umano che non venga toccato dagli effetti nefasti del tabacco. Anche la mente.

Ebbene, è stato recentemente scoperto da alcuni ricercatori americani che gli adulti statunitensi che hanno avuto malattie o problemi a carattere mentale sono più soggetti a diventare fumatori, in quanto hanno più probabilità degli altri soggetti.

Secondo un rapporto del Substance Abuse e Mental Health Services Administration, facente parte del Dipartimento di Salute e Servizi Umani, è stato dimostrato che gli adulti che avevano un qualche problema mentale rappresentavano il 24,8 per cento della popolazione over degli Stati Uniti,  ma questo 24.8 % ha utilizzato il 40% di tutte le sigarette consumate dalla popolazione adulta.

Inoltre, pare che il 39% degli adulti che dovevano convivere con una malattia mentale o dei disturbi legati alla mente, erano fumatori; contro il 20% degli stessi che non lo erano affatto. Per questo è stato stabilito che il numero di persone che fumano  con malattie o disturbi mentali è maggiore del 94% rispetto a quelle che non hanno o non hanno avuto di questi problemi.

Pamela S. Hyde, amministratore del SAMHSA, ha detto in un recente comunicato:

“Per lungo tempo la priorità della salute pubblica è stata quella di sviluppare un’efficace prevenzione, con tanto di programmi volti a far cessare le persone di fumare. Questo rapporto (di cui abbiamo parlato sopra, ndr) ha evidenziato un’evidente disparità; ha, infatti,  dimostrato che le persone che hanno avuto malattie mentali o problemi di abuso di sostanze, fumano di più e hanno meno probabilità di uscirne.”

 

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