Inquinamento: rischio infarto

Polveri sottili dannose per il cuore? A rivelarlo è uno studio "Made in Uk". Scopriamo insieme i pericoli delle polveri sottili.

di Francesco Giuseppe Ciniglio 23 febbraio 2013 22:12

Inquinamento fortemente dannoso per la salute del cuore, al punto da esporre a rischio infarto le persone maggiormente interessate da esso? Le cose sembrerebbero stare così, almeno a guardare i risultati di una ricerca condotta dalla London School of Hygiene & Tropical Medicine.

La ricerca è stata pubblicata sull’European Heart Journal, che per chi non lo sapesse, è la rivista ufficiale della Società Europea di Cardiologia.

Inquinamento – I risultati della ricerca

Prendendo in esame i dati riguardanti 154.000 pazienti sopravvissuti ad un attacco cardiovascolare negli anni che vanno dal 2004 al 2007, gli studiosi inglesi hanno finito con lo scoprire che l’inquinamento atmosferico è tra i maggiori fattori di mortalità per chi è interessato da gravi problematiche cardiovascolari.

La ricerca si è concentrata su una possibile correlazione fra la sopravvivenza degli individui con problematiche cardiache e la concentrazione di materiale particolato nell’aria, del diametro massimo di 2.4 micrometri, ovvero quello conosciuto con la sigla PM 2.5.

All’aumentare di dieci microgrammi per metro cubo del suddetto materiale, è stata associata una crescita del tasso di morte pari al 20%. Stando a quanto espresso dal team di ricerca della dalla  London School of Hygiene & Tropical Medicine, sarebbe possibile ridurre le morti dei pazienti sopravvissuti ad un infarto del 12%, facendo tornare nella norma i livelli di PM 2.5

Pier Mannucci, direttor direttore scientifico della Fondazione dell’Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, attraverso un editoriale di accompagnamento alla ricerca, ha specificato che  il calo dell’inquinamento all’interno delle aree metropolitane potrebbe ridurre la mortalità cardiovascolare in maniera considerevole nel giro di pochi anni.

Sempre stando a quanto espresso dal luminare, se l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) apportasse modifiche agli attuali limiti di concentrazioni di PM 2.5, sarebbe possibile evitare numerose morti derivanti dall’inquinamento dell’aria.

Con l’auspicio che tutto ciò avverrà entro breve, ai medici spetta il compito di avvisare i propri pazienti sull’entità del rischio ed incoraggiarli ad uno stile di vita più sano, fatto di passeggiate all’aria aperta e attività fisica costante.

6 condivisioni e commenti
Condividi e commenta!

Commenti