Più intelligenti grazie allo sport

Fare attività fisica in maniera costante migliora le performance intellettive. Lo rivela uno studio condotto dall'Università di Goteborg.

di Francesco Giuseppe Ciniglio 30 ottobre 2012 14:52

Chi fa sport tende ad essere più intelligente della media? Secondo uno studio condotto dall’Università di Goteborg, lo sport oltre a migliorare l’aspetto fisico e la funzionalità muscolare, sarebbe anche in grado di aumentare il quoziente intellettivo e la soglia d’attenzione.

I ricercatori svedesi hanno preso in esame le abitudini di allenamento e le performance intellettuali degli uomini svedesi (oltre 1 milione) nati tra gli anni 50 e la metà degli anni 70, prendendo come punto di riferimento la visita militare, eseguita all’età di diciotto anni.

Il team di studiosi svedesi ha anche preso in considerazione i fattori genetici e familiari, provvedendo ad analizzare i punteggi ottenuti dai fratelli dei soggetti testati, sia per ciò che concerne il fitness sia per quel che riguarda le performance cognitive. Successivamente, con il passar degli anni, gli studiosi hanno preso in esame l’associazione tra i risultati ottenuti negli studi universitari e nella carriera lavorativa e il punteggio iniziale.

Cosa è emerso? I ragazzi che dai 15 ai 18 anni avevano incrementato l’attività fisica hanno fatto registrare un aumento dei punteggi nei test di intelligenza, di contro, coloro che in questo lasso di tempo avevano diminuito l’attività fisica, hanno fatto registrare punteggi molto più bassi.

In parole povere lo studio svedese ha finalmente sfatato il mito de ” tutto muscoli e niente cervello”.  Non è un mistero, infatti, che lo sport fa bene sia al corpo che alla mente, dato che consente di migliorare l’umore, scaricare stress e tensione e alla lunga, grazie ai risultati ottenuti, può persino  aumentare l’autostima.

Come se non bastasse, facendo sport in maniera regolare, è possibile stare alla larga dalle malattie cardiovascolari e da sovrappeso e obesità, disturbi, quest’ultimi, sempre più diffusi nella popolazione giovanile, sempre meno incline a muoversi per via di una crescente dipendenza dalle nuove tecnologie (iPad, iPhone, smartphone, console & co).

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