Salute: le patatine fritte (a volte) non fanno male

Frittura non dannosa per la salute? A volte è possibile, tutto sta nel rispettare delle piccole regole.

di Francesco Giuseppe Ciniglio 28 novembre 2012 16:19

Le patatine fritte non fanno male alla salute? Secondo gli esperti, se cucinate in maniera corretta, non vanno ad assorbire molto olio e possono divenire un piatto salutare per ciò che concerne l’aspetto nutrizionale.

Patatine fritte – Lo studio

La buona notizia giunge da una ricerca dell’Università Federico II di Napoli. Secondo i ricercatori dell’ateneo napoletano, friggendo le pietanze in maniera corretta, è possibile limitare i danni e godere dei benefici degli alimenti.

Il team di ricerca ha condotto un’analisi nel corso di due fasi. Nella prima i ricercatori hanno provveduto a valutare la capacità di assorbimento dell’olio dei diversi cibi nel corso della frittura. Da ciò è emerso che melanzane e zucchine assorbono il 30% dell’olio, mentre pizzette e patatine vanno ad assorbire il 5% di quest’ultimo, al pari di un semplicissimo piatto di spaghetti aglio e olio.

Secondo il professor Fogliano, coordinatore della ricerca, un ruolo fondamentale sarebbe rappresentato dall’amido presente nelle patate, che va a ridurre l’assorbimento dell’olio, proteggendo l’alimento che viene fritto.

Del resto l’amido delle patate che presentano granuli rossi presenta grossi quantitativi di amilopectina. E’ però bene evitare l’uso i prodotti pre-fritti e successivamente surgelati e la classica “ripassatina” ai prodotti già fritti precedentemente, visto che in questi casi il quantitativo di olio assorbito va ad aumentare a dismisura.

Nel corso della seconda fase, le prove svoltesi ai fornelli hanno consentito di confermare la suddetta tesi. Surgelare, pre-friggere o rifriggere i cibi può risultare estremamente dannoso per la salute. Senza le succitate procedure, infatti, pizzette e patatine fritte hanno finito con l’assorbire piccoli quantitativi di olio.

Patatine fritte – Conclusioni

Stando a quanto espresso dallo stesso Fogliano, la gastronomia molecolare consentirebbe a tutti noi di avere una conoscenza più approfondita riguardo materie prime, metodi di cottura e possibili reazioni chimiche prodotte in pentola e nell’organismo. In parole povere questa disciplina è in grado di tracciare la strada del benessere.

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