Salute: per gli italiani Google è meglio del dottore

Autodiagnosi a go go grazie ad internet. Gli italiani sembrano fidarsi sempre meno dei medici.

di Francesco Giuseppe Ciniglio 26 ottobre 2012 16:03

Curarsi con Google invece che correre dal dottore? Per gli italiani internet è lo strumento migliore per preservare la propria salute, eseguire una prima diagnosi e valutare l’efficacia dei trattamenti medici.

A sostegno di questa tesi vi è Sergio Harari, illustre medico, nonchè Presidente dell’Associazione “Peripato”, che, grazie alla partnership con Corriere.it, ha recentemente eseguito un’inchiesta su un campione di oltre 2.000 persone.

L’indagine che ha fatto luce sulle abitudini degli italiani in tema di salute è stata denominata “Salute e informazione, tu come la pensi”. Dalla suddetta è emerso che il 44% degli intervistati consulta internet per fronteggiare un disturbo di salute e che, solo successivamente, per casi di grave entità, consulta il medico. Solo il 34.5% degli intervistati si è detto soddisfatto del rapporto con il proprio medico, infine il 22% lo ritiene del tutto insoddisfacente.

Come già detto, tale insoddisfazione spinge i pazienti all’autoanalisi attraverso il web(86.6%) mentre enciclopedie della salute e tv, stando alle percentuali (7.7% e 5.7%) vengono consultate molto di rado.

Internet avrebbe dunque rivoluzionato profondamente il rapporto tra paziente e medico, visto che negli ultimi tempi anche il malato, con l’ausilio delle giuste informazioni, sembra preferire una “cura fai da te” al parere specialistico del medico.

Internet vs Medico – Perchè vince il primo?

Molti dei soggetti intervistati si sono detti insoddisfatti del tempo che il medico dedica loro e del trattamento ricevuto, infatti, stando anche agli ultimi casi di cronaca, non sarebbero rari i casi in cui, i dottori mancano di professionalità e tendono a prescrivere farmaci non necessari esclusivamente per compiacere e ricavare dei benefit dall’azienda farmaceutica di turno o comunque finiscano col sottovalutare o sopravvalutare il problema, senza svolgere un’analisi accurata.

Come se non bastasse, l’avvento della tecnologia ha finito col privare il medico del cosiddetto “fiuto clinico”, finendo con il “disumanizzare” il rapporto tra medico e paziente.

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