Salute, ecco il virus letale: è più pericoloso della Sars

Una nuova epidemia si appresta a diffondersi in ogni angolo del pianeta? Psicosi o pericolo reale? Scopriamolo insieme.

di Francesco Giuseppe Ciniglio 30 marzo 2013 16:36

Un virus letale più pericoloso della Sars? Le cose sembrerebbero stare così. Il batterio in questione prende il nome di Coronavirus e presenterebbe degli effetti veramente deleteri sull’intero organismo umano e su tutte le cellule. E’ lecito avere paura al momento? In primis sarebbe bene non creare inutili allarmismi, facendo tesoro di quanto accaduto con la Sars. Circa 10 anni fa iniziò a fare la sua comparsa questa polmonite atipica.

La nuova patologia, descritta da un punto di vista meramente tecnico, va a colpire i polmoni e nel 11% dei casi può portare alla morte. A preoccupare è la facilità di contagio di quest’ultima. Sono questi i dati che preoccupano l’Organizzazione mondiale della Sanità. Il virus della Sars, che anni fa partì dalla Cina finendo con l’infettare oltre 8.000 persone in tutto il mondo e uccidendone oltre 800, toccò molte nazioni al mondo, fra queste anche l’Italia.

Dati significativi che possono far riflettere sull’ipotetica potenza devastatrice del nuovo Coronavirus, reputato ben più letale della vecchia epidemia “Made in Cina”. Ad oggi, il nuovo virus, diffuso dai pipistrelli, ha già mietuto 11 vittime in medi oriente e stando ad una ricerca condotta dall’Università di Hong Kong, sarebbe bene monitorare la capacità di quest’ultimo di contagiare diverse specie e minare la salute di più organi simultaneamente, provocando una morte veloce di alcune cellule, specialmente quelle di reni, fegato, intestino e basse vie respiratorie.

Al di là dell’elevata mortalità, al momento non vi sarebbe un vero e proprio allarme, dato che colpendo questa tipologia di vie respiratorie, la diffusione della malattia sarebbe piuttosto difficile. Il vero problema sarebbe dato da una possibile mutazione. Stando ai dati dell’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) , sarebbero 17 le persone contagiate e per frenare un’eventuale evoluzione del virus sarebbe bene monitorarlo con estrema attenzione. Non resta che incrociare le dita e soprattutto confidare nella medicina.

70 condivisioni e commenti
Condividi e commenta!

Commenti