Un “mondo” di sole sigarette elettroniche? Ecco i vantaggi

Cosa accadrebbe se le "bionde" venissero definitivamente sostituite dall'ecig? Scopriamolo insieme la tesi di Veronesi.

di Francesco Giuseppe Ciniglio 18 luglio 2013 17:33

Provate ad immaginare cosa succederebbe in un mondo di sole sigarette elettroniche, dunque senza la presenza di “bionde” tradizionali? Secondo Umberto Veronesi, se le sigarette classiche venissero definitivamente sostituite da quelle elettroniche, il mondo ne avrebbe molto da guadagnare. Il famoso oncologo  ha pensato bene di dire la sua sulle e-cig sulle pagine di “Panorama”.

Stando alla tesi portata avanti da Veronesi, le sigarette elettroniche sarebbero del tutto innocue e in un mondo senza “bionde” morirebbero 30.000 persone all’anno in meno per tumore ai polmoni. Come se non bastasse, la mancata vendita di sigarette tradizionali permetterebbe di tagliare i costi sanitari.

A differenza delle bionde tradizionali, infatti, la sigaretta elettronica non presenta tabacco, il vero e proprio responsabile dell’elevata cancerogenità della sigaretta tradizionale, dato che, al raggiungimento dei 900 gradi, va a liberare ben 13 idrocarburi cancerogeni. Nell’ecig, quest’ultimo viene sostituito da glicole propilenico, aromi, glicerina vegetale e in alcuni casi nicotina, unica sostanza veramente dannosa, che alle volte si rivela indispensabile per contenere le crisi d’astinenza del fumatore, evitando che quest’ultimo torni alle sigarette tradizionali.

Per tale ragione, la sigaretta elettronica andrebbe intesa come un modo intelligente per ridurre i danni del tabagismo, poiché, grazie alla nicotina, sarebbe in grado di frenare le crisi d’astinenza dei fumatori, pur non presentando i medesimi rischi di una sigaretta tradizionale, per via dell’assenza di tabacco.

Stando a quanto espresso da Veronesi, in un mondo senza “bionde”, vi sarebbe una riduzione drastica della mortalità per cancro ai polmoni, che nel giro di vent’anni diverrebbe pressoché inesistente, poiché rimarrebbero esclusivamente i tumori polmonari derivanti dalle cause ambientali, seppur in percentuale estremamente ridotta.

Un beneficio che porterebbe anche ad una considerevole diminuzione dei costi sanitari, anche se in questo caso è molto più difficile fare stime concrete. Ad ogni modo, ipotizzando che un tumore polmonare costi fra i 35.000 e i 40.000 euro alla sanità pubblica, il risparmio annuo sarebbe di circa 1.2 miliardi di euro.

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