Sta circolando da anni la catena WhatsApp secondo cui Nike regala scarpe. Apparentemente, un modo per dare una mano a coloro che stanno vivendo con maggiore intensità questo particolare e complicato momento storico. Si tratta di un messaggio che appare ancora più odioso del solito in questa fase, considerando le difficoltà economiche di tante famiglie in Italia e la propensione a crederci per coloro che hanno meno dimestichezza con queste vicende.
Come riconoscere la bufala di Nike che regala scarpe per il post Covid
Come avrete capito, dunque, si tratta di una bufala, che rischia di tramutarsi in truffa, nel caso in cui il messaggio con la finta iniziativa di Nike che regala scarpe a causa del Coronavirus dovesse contenere il solito link verso un sito esterno. Per farvela breve, il colosso americano non ha mai ufficializzato campagne di questo tipo per combattere in seguito Covid-19, anche perché si tratterebbe di un impegno insostenibile per il suo fatturato.
Cliccando sul link citato in precedenza, gli utenti vengono rimandati verso una pagina web in cui, apparentemente, è possibile riscuotere il regalo. Purtroppo Nike non regala scarpe in risposta al Covid-19, ma soprattutto occorre tener presente che il collegamento ipertestuale in questione non sia sicuro. Visitando il sito ufficiale di Nike, infatti, si ha un’ulteriore conferma sul fatto che l’azienda non abbia dato vita a promozioni del genere. Per questo motivo il consiglio è di cancellare subito il messaggio, di non cliccare sul link e di avvisare il mittente.
Il binomio composto da bufale e donazioni è stato notevolmente alimentato da diverse catena in quel periodo, come abbiamo notato a suo tempo con la vicenda della canzone di Roby Facchinetti, trapelata su WhatsApp come avete notato con il nostro approfondimento. Ricordate, Nike non regala scarpe come forma di risposta al Covid.
Le catene di Sant’Antonio su WhatsApp che promettono regali imperdibili, buoni sconto o gadget tecnologici gratuiti sono tra le esche preferite dai truffatori della rete. Sfruttando l’entusiasmo degli utenti e l’apparente affidabilità di un messaggio inviato da amici o parenti, queste comunicazioni ingannevoli spingono a cliccare su link esterni pericolosi.
Il meccanismo è subdolo: per riscattare il finto premio, viene richiesto di compilare sondaggi o inserire dati personali e bancari. In questo modo si rischia il furto d’identità, l’attivazione di costosi servizi a pagamento non richiesti o l’infezione del dispositivo tramite malware. La regola d’oro per difendersi è la diffidenza: le aziende non regalano nulla tramite messaggi privati. Prima di condividere, è fondamentale verificare sui canali ufficiali.